Tesori della loggia distreetto di palermo

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Gli antefatti

Nel 1993, una società specializzata in servizi per l’arte e la cultura e la Curia Arcivescovile di Palermo avviano nella chiesa di San Giorgio dei Genovesi un progetto sperimentale di gestione di un bene culturale affidata a privati. Due anni dopo, il sacerdote che aveva voluto quella sperimentazione, monsignor Giuseppe Pecoraro, venne nominato dal Cardinale Pappalardo Parroco di San Mamiliano e in quella occasione l’allora Arcivescovo di Palermo promuove anche la creazione di un centro di attività pastorali e culturali, in una città che attraversava uno dei periodi più drammatici della sua storia recente: “La necessità di provvedere alla vacante Parrocchia di San Mamiliano nella nostra Città ha indotto a considerare la situazione del vasto complesso edilizio della Parrocchia stessa e delle Chiese ed Oratori che insistono nell’ambito del suo territorio: la Chiesa di San Giorgio dei Genovesi, quella di S. Maria di Valverde e degli Oratori di Santa Cita e del SS. Rosario. Si è così ravvisata l’opportunità che di tutto questo insieme si configuri una gestione unitaria che, volta a recuperare i molti ambienti disponibili, li renda utilizzabili quali centro di attività pastorali e culturali non solo per la Parrocchia di San Mamiliano ma per la Città e la Diocesi”.
Da quel momento il Centro San Mamiliano ha svolto un’attività instancabile con risultati straordinari: ha promosso iniziative culturali e restauri, ha stimolato soprintendenze ed enti locali, ha curato pubblicazioni ma, soprattutto, ha restituito alla città i tesori della Loggia da troppi anni inaccessibili. Ha scritto monsignor Pecoraro: “Siamo aperti ai problemi pastorali, spirituali e formativi della gente: ai nostri corsi e alle nostre Celebrazioni Liturgiche partecipano sempre più persone provenienti da tutta la città. E siamo aperti ai problemi culturali non solo operando per la rinascita delle nostre chiese-monumenti, ma anche ponendoci come polo di riferimento per la crescita sociale, l’istruzione e la globale formazione delle giovani generazioni di oggi, cercando di educare tutti alla ricerca del bello e del bene”.
Numerosissime sono le iniziative culturali realizzate all’interno dei tesori della Loggia negli ultimi dieci anni. Qui ricordiamo solo quelle di maggiore visibilità giornalistica, ma ci sono stati tanti altri concerti, convegni, workshop, percorsi di visita.
Nella chiesa di San Giorgio dei Genovesi sono state allestite mostre di grande livello come Goya. Incisioni, Genio e Passione, Porto di mare, Collezione Chigi Saracini di Siena, Disegnare non stanca. Nicolò D’Alessandro.
La chiesa di Santa Cita ha ospitato la prima straordinaria mostra su Vincenzo da Pavia, e l’Oratorio di Santa Cita un workshop internazionale di progettazione urbana sul tema Dalla città divisa alla città solidale, in cui studenti e docenti italiani, palestinesi ed israeliani hanno lavorato insieme, gomito a gomito, per due settimane.
L’oratorio del SS. Rosario in San Domenico è stato, tra l’altro, al centro dell’ultimo Festino di Santa Rosalia dedicato al pittore Van Dyck.
Per sei anni, il Centro San Mamiliano, con le sue risorse, ha aperto al pubblico regolarmente tutti e cinque i tesori della Loggia utilizzando personale destinato dal Comune di Palermo, che oggi non è più disponibile

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